Sommario
- Giorgio Rastelli, "Si è sparato a Montecarlo ai piccioni robots", pp. 2-4;
- Comunicato stampa, "Mostra nazionale ed internazionale della caccia", pp. 4-5;
- Pem, "Caccia a cavallo", pp. 6-7;
- W. Marcheselli, "Il Drugari", pp. 10-12;
- Gino, "Il Trialer", pp. 12-13;
- A. M. Criscuolo, "Notizie di caccia dall'Austria", pp. 14-15.
Sommario
- Giorgio Rastelli, "Il trittico dei 3 S: storno, skeet, starna ", pp. 2-5;
- B. Bottura, "Sul gonfiamento e sullo scoppio delle canne", pp. 6-8;
- Cino, "Stile di razza", pp. 8-9;
- W. Marcheselli, "Il Delta", pp. 10-12;
- Pubblicità cinematografica, "Io sparo Breda", di Pagot, p. 13;
- A. M. Criscuolo, "Notizie di caccia dalla Svizzera", pp. 14-15.
Sommario
- Giorgio Rastelli, "Impiego ed utilizzo del magnum", pp. 2-5;
- Ermanno Ravelli, "Nota elementare sull'effetto della strozzatura delle canne", pp. 6-9;
- "La presenza della Breda alla XXVII Fiera del Levante", pp. 10-11;
- A. M. Criscuolo, "Notizie di caccia dalla Germania", pp. 12-13;
- Fusil, "Tener dritto", pp. 14-15.
Sommario
- Giorgio Rastelli, "A caccia con la canna magnum", pp. 2-5;
- Tullio Fassari, "Un fucile per un cannone", pp. 6-8;
- "Che cos'è la Breda", p. 9;
- "Da Genova: il missile postale. Il primo servizio tra Parigi e Milano", pp. 10-11;
- Walter Marcheselli, "I dropi", pp. 12-16;
- Bruno Bottura, "La rottura del bossolo", pp. 18-23;
- A. M. Criscuolo, "La caccia in Giappone", pp. 24-28.
Sommario
- G. Rastelli, "Vogliamo andare a caccia insieme?", 3a puntata, pp. 2-4;
- Bruno Bottura, "La fotografia della rosata al milionesimo di secondo", pp. 6-7;
- Carlemil, "Darix... era un bel setter", p. 9;
- Gianni Fumagalli, "Il fagiano", pp. 10-11;
- Venator, "Le matasse di madama Lepre", p. 12;
- Venator, "Due parole sul segugio", p. 13;
- Gianni Fumagalli, "Matricola n. 207200", p. 14.
Sommario
- G. Rastelli, "Vogliamo andare a caccia insieme?", 4a puntata, pp. 2-4;
- G. Fumagalli, "Beccaccini! Boccone da raffinati", p. 5;
- Pem, "Lepre...in cucina! Note gastronomiche", p. 7;
- Bruno Bottura, "Curiosità balistiche sul tiro a volo", pp. 8-12;
- Pem, "Lo stambecco delle alpi", pp. 12-13;
- G. Fumagalli, "Non farlo se sei debole di stomaco", pp. 14-16.
Sommario
- G. Rastelli, "Vogliamo andare a caccia insieme?", 5a puntata, pp. 2-4;
- Stefano Ajani, "Il cacciatore Riccardo Zandonai", p. 5;
- Giuseppe Solaro, "L'alimentazione del cane", p. 6;
- Pem, "Le varie razze di cervi", pp. 7-9;
- Bruno Bottura, "La lunghezza della rosata", pp. 10-12;
- Venator, "Spigolando sulla beccaccia", p. 13;
- Venator, "Scusi signore...riporta il suo cane?", p. 15.
Sommario
- G. Rastelli, "Vogliamo andare a caccia insieme?", 6a puntata, pp. 2-5;
- Saj, "Le olimpiadi e la caccia", pp. 6-7;
- Giuseppe Solaro, "L'alimentazione del cane", p. 8;
- Bruno Bottura, "Sulla lunghezza della rosata", pp. 9-11;
- Pem, "Lo scoiattolo", pp. 12-13;
- Venator, "La coturnice", p. 14;
- Venator, "Il pointer", p. 16.
Sommario
- G. Rastelli, "Vogliamo andare a caccia insieme?", 7a puntata, pp. 2-4;
- Saj, "II mostra nazionale ed internazionale della caccia", pp. 6-7;
- Giuseppe Solaro, "L'alimentazione del cane", p. 8;
- Bruno Bottura, "Sulla lunghezza della rosata", pp. 9-11;
- Pem, "Il tasso", pp. 12-13;
- Venator, "Il falcone pellegrino", p. 14;
- Venator, "C'era una volta", p. 16.
Sommario
- G. Rastelli, "Vogliamo andare a caccia insieme?", 8a puntata, pp. 2-4;
- Saj, "Invito a caccia nelle langhe", pp. 6-7;
- Cecco Conti, "Vittoria o sconfitta alle olimpiadi del piattello", pp. 8-9;
- Cronaca di Jesi, "Bissato da Giannini Pieralisi il successo del 1° trofeo tiravolistico città di Jesi", pp. 10-11;
- "Visita ad un allevamento di cani da caccia", p. 11;
- Pem, "La marmotta", pp. 12-13;
- G. Rastelli, "Gabriele Grimaldi campione Eritreo alla tortora 1960", pp. 14-15.
Sommario
- G. Rastelli, "Vogliamo andare a caccia insieme?", 10a puntata, pp. 2-4;
- Saj, "Caccia alla signora 30 metri", pp. 5-6;
- "Vittoria assoluta del campione eritreo Gabriele Grimaldi, coppa alemagna tiro a volo", pp. 6-7;
- Cecco Conti, "Una recluta fra i campioni, Luigi Ferrari", pp. 8-10;
- Venator, "Furetti e conigli selvatici", pp. 10-11;
- Pem, "Il lupo", pp. 13-14;
- Fusil, "L'orignal ", pp. 14-15;
- Venator, "Ancora sul passero", p. 16.
Sommario
- Gino Giotti, "Il mirino ottico Breda Com per caccia", pp. 2-3, p. 13;
- G. Rastelli" Vogliamo andare a caccia insieme?" ultimo discorsetto, pp. 4-5;
- Avv. Giuseppe Bollano, "Alcune questioni relative all'uso del fucile a più di due colpi", Problemi di diritto venatorio, pp. 6-9, pp. 14-16;
Sommario
- Giorgio Rastelli, "Poker di...quaglie tordi lodole storni", pp. 2-5;
- B. B. "Galileo Galilei", Profili storici, pp. 6-7;
- A. M. Criscuolo, "Notizie di caccia dalla Gran Bretagna", pp. 8-9;
- Tullio Fassari, "Visita in casa Buttazzoni", pp. 10-11;
- Fusil, "Starnette", pp. 12-13;
- Pellegrino Artusi, "Molto cibo e mal digesto non fa il corpo sano e lesto", p. 13;
- Bruno Bottura, "Il fucile automatico da caccia", pp. 14-15.
Sommario
- "Miscellanea", a cura di Giorgio Rastelli, pp. 2-4;
- "Consultazione di tecnica venatoria e costumi della selvaggina", a cura del Cacciatore Bolognese, pp. 4-5;
- "Cinofilia venatoria", a cura di Giulio Colombo, pp. 6-7;
- "I funghi". p. 8;
- Bruno Bottura, "Regolazione del tiro della rosata", pp. 9-11;
- Walter Marcheselli, " I piaceri della caccia", pp. 12-14;
- Il Cacciatore Bolognese, "Il Tata delle Alpi", p. 14;
- B. Sestini, "Caccia e danza del cervo", pp. 15-17;
- Aldi Agrillo, "Capri...il vescovo e le quaglie", p. 17;
- Memoranda, tecnica venatoria, "Per la lotta contro i mammiferi nocivi e i rapaci a becco dritto", p. 18;
- Luciano Ferriani, "Le averle", p. 19;
- "Per chi ama anche la pesca", a cura di Renzo Portalupi, p. 20.
Sommario
- Walter Marcheselli, "Morte di un re", pp. 2-4;
- "Corso pratico di tassidermia", a cura di Eugenio Bianchi, pp. 5-6;
- "Cinofilia venatoria. Il triangolo della morte", a cura di Cinofilo Bolognese, pp. 7-8;
- Emilio Beretta, "Torsione dell'arma in fase di puntamento", p. 9;
- Pino Marchi, "Schella, schella, marzo! Così a Recoaro si chiamava la primavera", pp. 10-12;
- Mario Maneschi, "Problemi di caccia nel Mezzogiorno", p. 12;
- Adelio Ponce de Leon, "La libertà...", pp. 13-14;
- Bruno Bottura, "Fucile automatico da caccia a corto e lungo rinculo di canna e fucile automatico a canna fissa, con particolare riguardo a quello a presa di gas", pp. 15-16;
- Luciano Ferriani, "Il cannareccione", pp. 17-18;
- "Per chi ama anche la pesca", a cura di Renzo Portalupi, pp. 19-20.
<p>L'obice campale <strong>149/19</strong> ha la sua origine negli anni 30', quando lo Stato Italiano diede il via ad un processo di ammodernamento delle artiglierie utilizzate dall'esercito. Fino a quel momento, gli obici più diffusi per la difesa nazionale erano i 149/12 prodotti su licenza tedesca Krupp, ma la loro gittata era limitata a 6000 m circa. Così, si decide di realizzare un nuovo obice, simile al precedente per calibro ma più sofisticato destinato ad armare le batterie di Corpo d'Armata. La Direzione Superiore del Servizio Tecnico Armi e Munizioni affida il progetto all'Ansaldo e all'<strong>Odero Terni Orlando</strong>, che presenterà il primo prototipo nel 1933. Tre anni dopo, il Ministero della Guerra espresse la preferenza proprio per il modello presentato dalla OTO, che continuò a sviluppare l'obice sino al 1937, anno in cui venne messo in funzione. Le modifiche continuarono sino al 1941, quando, a guerra già inoltrata, entrò ufficialmente in uso, sebbene in quantità limitata. E' comunque da considerarsi un ottimo obice con sviluppate capacità balistiche che garantirono il suo utilizzo sino agli anni 50' del 1900. </p>
<p>La bocca da fuoco è costituita da un manicotto, da un tubo anima inserito a caldo a forzamento e da un blocco di culatta con filettatura, avvitato a freddo. La culatta, di forma prismatica, presenta inferiormente un'appendice di unione della bocca da fuoco agli organi elastici e posteriormente il dente di appoggio per la mensola dell'otturatore. Il meccanismo di chiusura è ad otturatore a vitone, a manovra rapida. La tenuta ermetica risulta assicurata da un anello plastico interposto tra la testa a fungo e la faccia anteriore del vitone. </p>
<p>L'<strong>obice 75/18 </strong>viene progettato nell'ambito del processo di ammodernamento delle artiglierie italiane degli anni 30' del 1900, quando il Regio Esercito emise le specifiche per un nuovo materiale da destinare all'artiglieria divisionale. La richiesta prevedeva alcune caratteristiche fondamentali che il nuovo sistema avrebbe dovuto possedere, quali un'elevata mobilità, una gittata di circa 10 km e un ampio settore orizzontale di tiro. Andava inoltre tenuto conto della semplicità di smontaggio e di rimontaggio, in modo da poter trasportare l'obice tramite ippotraino, favorendone il someggio. </p>
<p>Il prototipo, progettato dal colonnello del servizio tecnico <strong>Berlese</strong>, è del 1932. L'obice 75/18 è il primo pezzo d'artiglieria da campagna con affusto a deformazione di progettazione e costruzione interamente italiane e il brevetto appartiene all'<strong>Ansaldo - Pozzuoli. </strong></p>
<p>Agli Stabilimenti meccanici spezzini della <strong>Odero Terni Orlando </strong>ne vengono commissionati diversi esemplari, in due versioni: modello 34 e modello 35, che fu destinato a batterie a cavallo e a batterie motorizzate. I nuovi obici vengono destinati ad equipaggiare le Divisioni di Fanteria, e si rivelano ottimi per via della loro leggerezza e versatilità e per gli ampi settori di tiro in direzione ed elevazione, nonostante la gittata non particolarmente elevata (9.500 m). Ma il vero vantaggio dell'arma sta nel suo essere facilmente smontabile da una squadra di uomini addestrati, che impiegavano cinque minuti per completare l'operazione. </p>
<p>L'obice 75/18 ebbe largo uso nella campagna di Grecia (1940-1941), operando nelle divisioni Venezia, Ferrara, Cuneo e Puglie, ma si fece apprezzare anche nel mercato internazionale e venne venduto a Portogallo, Venezuela, Bolivia e Ecuador. </p>
<p>La stessa bocca da fuoco venne poi modificata e adattata per essere montata come semovente su scafo del carro M13/40.</p>